UNA CENA SLOW PER GLI ORTI IN AFRICA 13 DICEMBRE 2010.

Il nostro tradizionale appuntamento del 13 dicembre, quest’anno è stata l’occasione per passare una serata dedicata ai temi di Terra Madre e di sostegno al progetto “Mille Orti in Africa”.

Come introduzione alla serata si è tenuto un laboratorio di allenamento sensoriale sul riconoscimento degli aromi , curato dall’esperto Pino Giordano. L’esperimento è stato molto apprezzato dai soci partecipanti che hanno richiesto di continuare in altre occasioni con approfondimenti.

La sala d’ingresso del ristorante è stata trasformata in un accogliente salotto in cui si poteva visitare la mostra sul tema terra madre allestita dalla condotta slow food, con un  tavolo di esposizione di prodotti di stagione e di campionature significative di legumi, a testimonianza della biodiversità che rappresenta la nostra ricchezza.

Durante la cena, il fiduciario Luigi Tropeano ha spiegato le motivazioni dell’appello per la realizzazione dei mille Orti in Africa, uno dei progetti più importanti messi in campo da Carlo Petrini e che vede coinvolte le condotte della Calabria per il finanziamento di almeno due orti. L’obiettivo finale è sostenere la sovranità alimentare e aiutare i contadini locali a riprendere le loro tradizioni agricole. Adottare un orto richiede una donazione di appena 900 euro, che copriranno i costi delle attrezzature, corsi di formazione, materiale didattico, assistenza tecnica, contributi per i giovani studenti e assistenza finanziaria per i rappresentanti di questi progetti per partecipare al meeting Terra Madre.

La generosa risposta dei commensali presenti e di quanti stanno partecipando alle altre iniziative organizzate su questo tema dalla condotta di Soverato, fa ben sperare sul raggiungimento di questo obiettivo nelle prossime settimane .

La cena ha visto l’alternarsi di pietanze preparate con i prodotti del territorio ed all’insegna delle tradizioni di Davoli, accompagnate da un vino che il gestore del locale ha voluto fare produrre per l’occasione .

E’ stato annunciato il nuovo progetto di concorso gastronomico che dopo i primi dieci anni di svolgimento ogni 13 dicembre, prenderà il via con una cadenza al ritmo delle stagioni, per non perdere l’occasione di utilizzare tutti i prodotti dell’anno.

Interessante anche la testimonianza legata al progetto dei  Granai della memoria l’altro progetto ideato da Slow Food, già avviato dalla condotta  da ottobre.Durante la serata è stata consegnata una pergamena a Tonino Fiorita, insignito simbolicamente del titolo di Primo chicco del Granaio della memoria della condotta di Soverato. Importante la sua testimonianza racchiusa nei documenti che ha raccolto su uno degli aspetti poco conosciuti di Soverato, quello della raccolta e commercializzazione degli agrumi, della lavorazione artigianale dei gelati, come è testimoniato dalle carte  veline originali e dalle bustine in carta oleata, custodite da Antonio Fiorita .

Tutti i partecipanti alla cena sono stati coinvolti nello svolgimento del concorso gastronomico, che quest’anno era dedicato al riconoscimento del maggior numero di ingredienti custodito all’interno di una preparazione curata dal cuoco del locale per l’occasione.

E’ risultato vincitore Antonio Frangipane, che su 20 ingredienti è riuscito ad individuarne 14 .

Alla cena ha partecipato Antonia Doronzo, presidente della Fidpa di Soverato, che ha espresso interesse per i programmi di Slow food  ed erano presenti numerosi delegati delle comunità del cibo di terra madre, che hanno brevemente portato la loro esperienza e parlato dei progetti futuri. Erano presenti i delegati dei giovani, delle comunità della nocciola di Calabria, delle donne in cammino, dell’apprendimento dell’orto scolastico di Santa Caterina,della Cupeta di Montepaone. Alle comunità presenti sono state consegnate le pergamene di riconoscimento da parte della presidente di slow food Calabria, Marisa Gigliotti.  Interessante il passaggio sul documento di terra madre avente come oggetto il sistema della conoscenza, portato all’attenzione nell’intervento di Piero Martelli, referente della comunità del cibo Nocciola di Calabria.

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