Una piacevole giornata a Saracena.

Il 10 ottobre abbiamo organizzato una piacevole escursione a Saracena (Cs), il paese del moscato, grazie alla collaborazione del caro amico Giovanni Gagliardi.

Per chi non avesse letto la news di settembre, con la quale anticipavamo l’evento, o per i non soci, riportiamo una breve storia del vino moscato di Saracena (curata da Giovanni Gagliardi). Le prime notizie certe di questo vino le troviamo nella corrispondenza del cardinale Sirleto che ne faceva dono alle tavole pontificie nel XVI secolo e nel “De naturali vinorum historia” di Bacci (Roma 1596) che menziona il “Moscatellum vinum” prodotto nelle terre meridionali. Questo vino è sopravvissuto fino ad oggi, grazie all’autoconsumo familiare e all’ospitalità dei saracenari, che ne hanno fatto un vino da offrire nelle occasioni importanti. Negli ultimi 10 anni dall’iniziativa imprenditoriale di alcuni piccoli vignaioli, si registra una ripresa della produzione per il mercato, che mancava dagli anni ‘50. Il Pacichelli nel suo “Regno di Napoli in prospettiva” del 1703 afferma che a Saracena “si gode […] un’aria molto perfetta, e la migliore della Provincia” e produce “vini generosi: i migliori della Provincia”. Nel racconto dell’autore partenopeo che visitò, descrisse e disegnò i borghi dell’Italia meridionale, già sono descritte le caratteristiche di un territorio favorevole ad una buona e produttiva agricoltura: media collina che degrada fino alla piana di Sibari, molta acqua dalle sorgenti del Pollino e un’aria perfetta, la migliore della zona. A queste condizioni ambientali si aggiunge una pratica enologica unica che prevede un blend di due mosti. Il primo ottenuto dalla concentrazione del mosto fiore di Malvasia, Guarnaccia e Odoraca e il secondo dalla pigiatura manuale degli acini dell’uva moscatello, raccolta e appassita alcune settimane prima della vendemmia, che ne determina il profilo aromatico e ne riattiva la fermentazione alcolica.

Con un gruppo di circa 20 soci abbiamo visitato l’azienda delle Cantine Viola accompagnati dal titolare Luigi Viola che ci ha accolto con tanta disponibilità e simpatia, assieme a due suoi figli nonchè alla moglie; tutti curano la produzione del vino moscato seguendo una tradizione antichissima, tramandata da generazione in generazione, accompagnata però dall’utilizzo anche di macchinari moderni, un occhio al passato ed un occhio al futuro.. Viola ci ha raccontato nei minimi particolare come si cura l’uva da moscato, appendendola grappolo per grappolo e facendola essiccare in apposite stanze, tutto in modo naturale; poi il mosto viene passato all’interno di cisterne e lavorato secondo metodi tradizionali. L’azienda viene seguita anche dai figli, segno della voglia di continuare un lavoro così difficile (ma certamente gratificante) in un contesto problematico. La produzione delle cantine Viola è stata pluri-premiata in diversi contesti e guide, ponendosi ai primi posti in assoluto a livello nazionale tra i migliori vini passiti; tali riconoscimenti, ci dice Luigi Viola, hanno spinto l’azienda a cercare sempre di migliorarsi, tanto da arrivare di recente anche a produrre una grappa buonissima! L’azienda parteciperà al Salone del Gusto e a Terra Madre nello stand di SlowFood Calabria.

Successivamente, abbiamo visitato l’azienda Feudo dei Sanseverino, passando attraverso i suggestivi vicoli di Saracena; il titolare ci ha fatto assaggiare un buonissimo Passito Moscato di Saracena (che ha tenuto a precisare, trattasi di prodotto ben diverso dal vino moscato), nonchè un favoloso “Lacrima nera”, vino dal sapore tutto particolare.

Dopo un buon pranzo ci siamo rimessi in marcia per il ritorno e, con la scusa di salutare i titolari dell’azienda Donnici 99 e ci siamo piacevolmente imbattuti in una simpatica festa dell’uva proprio a Donnici…ovviamente, con l’allegria che ci contraddistingue, abbiamo fatto un giro e poi siamo rientrati per davvero…

ecco qualche foto.


Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *