Serrastretta-Un pranzo per Terra Madre

Tra le attività preparatorie per terra madre,il 28 settembre abbiamo trascorso una giornata a Serrastretta.
La montagna con i suoi colori e l’aria fresca e limpida ci ha accolto tra i boschi di castagni e di faggi per una piccola passeggiata.
La prima tappa è stata la visita alla azienda di Michele Scalise,dove la moglie Graziella ci ha accolti presentandoci i loro prodotti (formaggi pecorini,ricotta affumicata)e parlandoci della sua esperienza di donna che ha deciso di dedicarsi alla famiglia e di svolgere il suo lavoro nell’azienda,tra tanti sacrifici ma con la soddisfazione di lavorare per il mantenimento di sapori unici e genuini.
Altra sosta al Palazzo Pingitore,riaperto ed animato per noi dagli amici della Proloco, che ci attendevano vestiti con i tradizionali costumi di Serrastretta. Una bellissima sorpresa che ci ha riempito di gioia e che ha fatto capire ai nuovi soci (che per la prima volta partecipavano ad una uscita slow food) l’importanza della rete. La visita dei locali arredati e pieni di oggetti, ognuno con una loro storia, ci ha introdotto nella vita contadina ed artigiana del paese:il laboratorio della sarta,della tessitrice,delle ricamatrici,delle donne che filano la ginestra,i magazzini con le conserve di casa,il laboratorio del sediario e per finire l’osteria di una volta con suonatori e donne in costume che tra canti e storielle ci hanno accolto con un brindisi di benvenuto.
La sosta a pranzo ha assunto un valore particolare,per la cura con cui Delfino Maruca ha apparecchiato la tavola,con i cartoncini del menù personalizzati con il logo Terra Madre.Tra i piatti preparati (a base di prodotti della montagna) sono stati apprezzati in particolare le tagliatelle verdi alle ortiche con i funghi,l’agnello panato e speziato ed infine il dolce:le praline di castagne servite in maniera artistica con la scritta terra madre in cioccolata. La cucina di Delfino,già insignita da alcuni anni del premio Chiocciolina d’oro di Osterie d’Italia, la prestigiosa guida di Slow Food,è apprezzata da tutti noi,ogni volta che andiamo a Serrastretta. Oltre ai sapori e dalla bontà dei prodotti,ammiriamo la professionalità e la tenacia di restare in un luogo di montagna,già difficile.In Calabria si tende ad andare via dalle aree interne e chi decide di fermarsi, va premiato ed incoraggiato, apprezzandone le qualità (quando ci sono come in questo caso).Una qualità che ha i connotati di Buono-Pulito e Giusto (che soddisfa il palato,che non danneggia l’ambiente e che rispetta il lavoro di chi lo produce). La biodiversità è a rischio di estinzione,i saperi tradizionali sono a rischio di estinzione,i contadini sono a rischio di estinzione: bisogna pensarci,perché molti piatti che gustiamo in luoghi particolari come Il vecchio castagno a Serrastretta se non ci fossero più loro,sarebbero solo memoria evaporata, rimpianti.Il nostro pranzo a Serrastretta vuole essere un ringraziamento al cuoco che ci ha ospitato, uno stimolo a non mollare, un grazie perché con questo pranzo, decidendo di destinare una parte del ricavato a sostegno dei contadini del Camerun e di Nicaragua, consentirà a queste comunità di partecipare ai lavori di Terra Madre.

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