Archives: October 2008

Arriva all’ottava edizione l’annuale Concorso Gastronomico bandito dalla Condotta SlowFood di Soverato; l’evento, sin dalla sua prima istituzione, si propone di valorizzare il patrimonio culturale della nostra regione, attraverso le manifestazioni e le esperienze delle tradizioni popolari trasmesse tramite i saperi e i sapori della cucina.
Il tema di quest’anno è “Il ragu’:un piatto, un rito nella cucina calabrese” ;l’evento si apre ai cuochi con il progetto adotta un piatto slowfood.
Ogni socio puo’ concorrere con una o piu’ ricette inerenti il tema proposto, fornendo per ogni ricetta una scheda tecnica da stilare e consegnare nelle modalità previste dal regolamento.
Una giuria tecnica provvederà a selezionare tre ricette che poi saranno preparate da cuochi professionisti nella cena finale che si terrà il 13 dicembre al ristorante La Tavernetta Blanca Cruz a Caminia, in cui tutti i commensali (giuria popolare) potranno votare e così contribuire alla scelta del vincitore.
Per partecipare bisogna consegnare, il 1 dicembre 2008, al Ristorante “La Tavernetta”Blanca Cruz-di Caminia in Stalettì (ore 14.00-17.00),la scheda tecnica compilata secondo il modello previsto (in busta chiusa) ed inoltre preparare un assaggio della ricetta per la giuria tecnica (almeno 5 persone).

L’appuntamento per la cena del 13 dicembre è alle 20.30 al ristorante La Tavernetta a Blanca Cruz, alla fine della spiaggia di Caminia (Stalettì); per partecipare è indispensabile la prenotazione entro il 6 dicembre telefonando alla sede del Convivium (0967-22010;3291930011). Il costo della serata è di € 35,00 (soci slowfood) – € 40,00 (non soci).
Regolamento concorso 08  

scheda tecnica concorso 08  

frontespizio busta concorso 08

 

 

Trascorreremo una giornata in montagna tra vancali, maschere di legno, visita alla lavorazione delle castagne e pranzo in agriturismo a Cicala.

Programma

ore 8.30 – raduno a Soverato nel piazzale della ragioneria; e’ previsto il pullman (partecipanti min 26-max 50-sotto questo numero ci riserviamo di partire con le macchine).

Prima sosta a Tiriolo: visita ai laboratori di tessitura e di lavorazione delle maschere; probabile visita alla raccolta mussale dei costumi di pacchiane.

Seconda sosta a Cicala all’azienda Sapori Antichi, dove Ferdinando Muraca ci introdurrà alla lavorazione delle castagne e ci presenterà i prodotti dell’azienda e le conserve.

Ore 13.00 Pranzo  all’agriturismo La Valle dello Sceriffo. Visita dell’azienda agricola e degli animali di allevamento. Il pranzo sarà preparato con i prodotti dell’azienda e con i sapori di montagna (tagliatelle ai funghi, secondo di carne a base di coniglio e maiale, contorni di patate al forno ed insalata, affettati della casa, caldarroste, frutta di stagione, vino della casa). Il rientro è previsto in serata verso le ore 19.00.

Costo: € 30,00 (soci) € 35,00 (non soci), la quota comprende il pranzo ed  il viaggio in pulman per un minimo di 28 partecipanti.

N.B.: E’ necessaria la prenotazione entro sabato 8 novembre, possibilmente con versamento della quota; si accettano le eventuali disdette senza versamento di penale sempre entro sabato 8 novembre, per evitare i soliti problemi di cambiamenti comunicati (o a volte neanche comunicati) all’ultimo minuto.

Parteciperemo alla “Festa dell’uva” che si svolgerà a Catanzaro, in Piazza Prefettura, nei giorni 17,18 e 19 ottobre 2008; ci ha invitati la ProLoco di Catanzaro, che ha organizzato l’evento.

Avremo uno stand in Piazza Prefettura per la diffusione del nostro materiale; il pomeriggio di venerdì 17 alle 17,30 il nostro instancabile Bruno Plati’ preparerà la cupeta di Montepaone per la delizia del palato dei presenti.

Sabato 18, alle ore 10, parteciperemo con un nostro intervento al convegno che si terrà nella sala del complesso monumentale del San Giovanni; il tema della mattinata sarà ”IL VINO QUOTIDIANO E LA DIETA MEDITERRANEA”.  Presenteremo così il nostro libro “ADOTTA UN PIATTO SLOW FOOD” e si parlerà anche di “dieta mediterranea patrimonio Unesco?” Tra gli altri interventi in programma, quello sui “Vitigni del Mediterraneo antico” del prof. Orlando Sculli, quello sul rapporto vino e salute, il diabete, e la comunicazione del prof. Rizzitano, preside dell’istituto Agrario di Catanzaro che coordina gli interventi.

Nei tre giorni saranno previsti oltre agli stands e alle degustazioni anche intrattenimenti musicali; inoltre ci sarà occasione di vedere la mostra sull’artista Giuseppe Rito, al San Giovanni, prolungata fino a domenica 19 novembre.

Lunedì 29 settembre si è tenuto l’incontro sull’Happy Hour presso la sala anfiteatro dell’Istituto Alberghiero di Soverato.
Il tema,di grande attualità,è stato trattato con l’introduzione della fiduciaria della condotta Slow Food di Soverato Marisa Gigliotti che ha riportato l’attenzione sulla nuova sinergia tra Slow Food e AIBES(Associazione Italiana Barman e Sostenitori),che si ritrovano in questa occasione per celebrare con gusto e con piacere anche questo momento che precede i pasti. Perché non riportare il rito dell’aperitivo alla sua funzione? Aprirelo stomaco a ricevere il pranzo o la cena, magari abbinandolo ai prodotti del territorio. Il tutto senza copiare ad occhi chiusi la moda, che può andare bene per Milano, dove l’happy hour (l’ora felice) è diventata un rito quotidiano in linea con gli appuntamenti di lavoro ed i ritmi di quella città,il tutto compagnato da  ricchi buffet.
L’incontro è stato curato da Sandro Laugelli,fiduciario Aibes,nonché  barman dello “Z-One”di Catanzaro.

Ai presenti, Sandro laugelli ha fatto una vera lezione professionale sull’aperitivo, con un excursus storico (dai Greci fino ai nostri giorni).L’aperitivo può essere l’occasione per ripensare e creare nuovi abbinamenti. Come è successo per il MOMO’,l’aperitivo creato proprio da Sandro Laugelli in occasione della notte piccante di Catanzaro del 2007, con: Bitter Campari,Amaro del capo,Soda e tanto ghiaccio in un bicchiere importante,ma maneggevole. Per rendere più stuzzicante e gradevole l’aperitivo, nel bicchiere viene messo no spiedino con cubetti di ananas sui quali è stato strofinato il piccante del peperoncino, che fa bella mostra di sè nella sua interezza nel bicchiere:una nota piccante,che viene rilasciata sul finire della degustazione,contrastando con il dolce dell’ananas. 

Il MOMO’(dalla classica espressione Catanzarese che vuol dire,ora ora, presto presto) può essere un utile esempio di rilancio di un prodotto Calabese (l’Amaro del capo) in un circuito (quello degli aperitivi) che ha fatto la fortuna di altri prodotti,ora indiscussi protagonisti a livello mondiale.
La dimostrazione di questo aperitivo, come ha detto Sandro Laugelli con passione, vuole essere uno stimolo anche per altri “esperimenti”, un invito per i giovani allievi dell’IPSSAR ad intraprendere con professionalità il lavoro di barman.

Tra le attività preparatorie per terra madre,il 28 settembre abbiamo trascorso una giornata a Serrastretta.
La montagna con i suoi colori e l’aria fresca e limpida ci ha accolto tra i boschi di castagni e di faggi per una piccola passeggiata.
La prima tappa è stata la visita alla azienda di Michele Scalise,dove la moglie Graziella ci ha accolti presentandoci i loro prodotti (formaggi pecorini,ricotta affumicata)e parlandoci della sua esperienza di donna che ha deciso di dedicarsi alla famiglia e di svolgere il suo lavoro nell’azienda,tra tanti sacrifici ma con la soddisfazione di lavorare per il mantenimento di sapori unici e genuini.
Altra sosta al Palazzo Pingitore,riaperto ed animato per noi dagli amici della Proloco, che ci attendevano vestiti con i tradizionali costumi di Serrastretta. Una bellissima sorpresa che ci ha riempito di gioia e che ha fatto capire ai nuovi soci (che per la prima volta partecipavano ad una uscita slow food) l’importanza della rete. La visita dei locali arredati e pieni di oggetti, ognuno con una loro storia, ci ha introdotto nella vita contadina ed artigiana del paese:il laboratorio della sarta,della tessitrice,delle ricamatrici,delle donne che filano la ginestra,i magazzini con le conserve di casa,il laboratorio del sediario e per finire l’osteria di una volta con suonatori e donne in costume che tra canti e storielle ci hanno accolto con un brindisi di benvenuto.
La sosta a pranzo ha assunto un valore particolare,per la cura con cui Delfino Maruca ha apparecchiato la tavola,con i cartoncini del menù personalizzati con il logo Terra Madre.Tra i piatti preparati (a base di prodotti della montagna) sono stati apprezzati in particolare le tagliatelle verdi alle ortiche con i funghi,l’agnello panato e speziato ed infine il dolce:le praline di castagne servite in maniera artistica con la scritta terra madre in cioccolata. La cucina di Delfino,già insignita da alcuni anni del premio Chiocciolina d’oro di Osterie d’Italia, la prestigiosa guida di Slow Food,è apprezzata da tutti noi,ogni volta che andiamo a Serrastretta. Oltre ai sapori e dalla bontà dei prodotti,ammiriamo la professionalità e la tenacia di restare in un luogo di montagna,già difficile.In Calabria si tende ad andare via dalle aree interne e chi decide di fermarsi, va premiato ed incoraggiato, apprezzandone le qualità (quando ci sono come in questo caso).Una qualità che ha i connotati di Buono-Pulito e Giusto (che soddisfa il palato,che non danneggia l’ambiente e che rispetta il lavoro di chi lo produce). La biodiversità è a rischio di estinzione,i saperi tradizionali sono a rischio di estinzione,i contadini sono a rischio di estinzione: bisogna pensarci,perché molti piatti che gustiamo in luoghi particolari come Il vecchio castagno a Serrastretta se non ci fossero più loro,sarebbero solo memoria evaporata, rimpianti.Il nostro pranzo a Serrastretta vuole essere un ringraziamento al cuoco che ci ha ospitato, uno stimolo a non mollare, un grazie perché con questo pranzo, decidendo di destinare una parte del ricavato a sostegno dei contadini del Camerun e di Nicaragua, consentirà a queste comunità di partecipare ai lavori di Terra Madre.