Domenica 15 Aprile, abbiamo passato una bellissima giornata per borghi e campagne, a Riace e Stignano.
Si respirava proprio aria di casa e di accoglienza, nel percorso che ci ha fatto fare nel borgo il sindaco di Riace, Domenico Lucano.
Il vociare delle persone nei vicoli, gli anziani del borgo, i bambini per le strade, donne ed uomini di diverse parti del mondo, i profumi dei sughi con la cipolla, le musiche orientali che uscivano dalle case, le artigiane che ci hanno aperto alcune botteghe per noi visto che di domenica giustamente si concedono un riposo.
Ma di sottofondo c’era anche il ragliare di qualche asino che nei campi coltivati a terrazzamenti ci ha ricordato che anche loro fanno parte della comunità del borgo.
La nostra visita, motivata dallo stimolo di fare foto per la partecipazione al concorso “10 scatti autentici” nei borghi del circuito Borghi autentici d’Italia, si è d’incanto trasformata in un intenso vissuto il cui filo conduttore era la passione di questo sindaco che ci ha trasmesso i valori ed il senso di riscatto della popolazione dalla condizione di declino cui era relegata fino a 10 anni fa.
“Erano gli anni di Ocalan – ricorda il sindaco – e molti curdi sbarcati sulle nostre coste erano militanti del Pkk. Divento sindaco di Riace nel 2004. Con loro, con i rifugiati, inizia una nuova primavera del paese: riaprono vecchie botteghe, si mette in moto un turismo solidale, le scuole si ripopolano”.
E poi l’ultima esperienza di questi anni: l’avvio della raccolta differenziata con i carretti di legno tirati dagli asini, la scomparsa dei maleodoranti contenitori dalle strade, 700 cassettine di legno che vengono portate casa per casa per raccogliere le buste ed un’isola ecologica dove si fa il compostaggio.
Insomma, non sembra proprio di stare in Calabria.
L’uscita nel territorio è continuata con la visita i vigneti dell’azienda di Caterina Salerno, che ci aspettava su questa collina di Stignano con vista mozzafiato sul mare. Un’altra bella storia, di una donna che ha deciso di riprendere la coltivazione dell’azienda di famiglia dedicandosi negli ultimi anni all’impianto dei vigneti, in territorio della doc Bivongi (i vitigni sono quelli del disciplinare del Bivongi doc rosso – gaglioppo, calabrese nero e greco nero). Si affaccia sul mare ed è coltivata per la quasi totalità a vigneto e per circa un ettaro ad uliveto è situata in località S.Fili, dal nome del castello e della torre ivi esistenti.
L’area circostante è stata preservata da interventi edilizi, con un rispetto del territorio che contrasta con l’immagine in lontananza dei resti di un ecomostro sulla spiaggia che non appartiene ovviamente a questa azienda.
Interessante anche l’etichetta che nella sua semplicita e nella denominazione delle bottiglie (Philos, Agape, Himeros) ci riporta ai vigneti dai sapori antichi.
Presso l’antica dimora di casa Salerno a Riace Marina si è svolta la visita alla cantina accompagnati dall’esperto AIS Pierfrancesco Multari. Il pranzo contadino è stato consumato nell’azienda: pasta tirata a mano con il ragù, salsicce, verdure di stagione, insaccati, frittate, olive schiacciate, focacce con i cicoli, fave e formaggi del territorio.
I soci dello slow food Soverato versante Jonico, hanno quindi aggiunto questo tassello al loro vissuto nel territorio, per tessere le fila di una trama in vista di Terra Madre ed arricchendo il proprio patrimonio di documentazione fotografica.












































